Sopravvivono alle spiagge è un progetto fotografico a lungo termine che indaga gli effetti visivi ed emotivi dell’erosione costiera nel Salento.
L’erosione costiera è il processo naturale attraverso cui il moto ondoso erode e trasporta via rocce e sedimenti lungo la costa. Eppure, alcuni fattori – innalzamento del livello del mare, intensificazione delle mareggiate, alterazioni dei corsi d’acqua – lo stanno accelerando drasticamente.
Tra il 1950 e il 1999, il 46% delle coste basse italiane ha subito modifiche superiori ai 25 metri e oltre 30 aree costiere italiane sono particolarmente vulnerabili all’innalzamento del livello del mare. In Puglia, il 53,1% delle coste basse sabbiose è in erosione. Interi tratti di spiaggia sono scomparsi e falesie sono crollate: alcuni luoghi non esistono più, altri sono irriconoscibili, pochi sono rimasti simili.
I cambiamenti climatici peggiorano la situazione: più mareggiate, più violente e frequenti. Il paesaggio costiero che conoscevamo è destinato a cambiare ancora, e sempre più in fretta.
Nel corso dei decenni, si è fissata l’idea che la costa sarà sempre la costa. Non riconoscerla più, doverci rinunciare, ha degli effetti sulla nostra comunità, sul nostro modo di approcciarci al mare e sulla nostalgia che alimentiamo sapendo che alcuni posti non torneranno.
Dal 2022, Sopravvivono alle spiagge costruisce un grande archivio visivo e affettivo del litorale salentino, secondo le indicazioni del prof. Paolo Sansò, che ha individuato i tratti costieri più vulnerabili della provincia di Lecce e della provincia di Brindisi, in Puglia.
A oggi, la campagna fotografica conta circa 150 rulli medio formato negativo-colore e alcune lastre 4×5 ancora in fase di catalogazione: una sorta di censimento visivo del presente a cui si intreccia un archivio della memoria.
Alla produzione fotografica contemporanea di Francesco Conti, infatti, sono affiancate in un costante confronto sia alcune foto di località costiere salentine dell’Archivio Palumbo, realizzate da Giuseppe Palumbo, il “fotografo con la bicicletta”, nei primi decenni del XX secolo, sia una notevole collezione di cartoline viaggiate e foto provenienti da memorie private di persone che hanno voluto donarle, che consentono un confronto visivo dei cambiamenti tra ieri e oggi e costituiscono un archivio partecipato in cui si intrecciano geografie e biografie, restituendo la memoria dei luoghi.
È in corso anche la realizzazione di un documentario che dà voce a chi vive quotidianamente le conseguenze dell’erosione costiera: pescatori, bagnini, residenti, gestori di stabilimenti balneari.
Ecco il trailer del documentario in corso:
Se anche tu desideri prender parte al documentario condividendo i tuoi ricordi legati a luoghi importanti della tua vita che non esistono più per via dell’erosione costiera in Puglia, scrivici una mail, saremo molto lieti di prendere in considerazione la tua testimonianza.
Se hai delle foto che raccontano i tuoi ricordi o vuoi donare una testimonianza, scrivici all’indirizzo info@sopravvivonoallespiagge.it: arricchiranno l’archivio di Sopravvivono alle spiagge e quelle più significative saranno parte di una mostra collettiva perché tutti insieme possiamo provare a sopravvivere alle spiagge che non ci sono sopravvissute.






































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